La guida allo streaming di gennaio 2023 di Sentieri Selvaggi

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Torna l’appuntamento mensile che sonda le profondità digitali delle piattaforme streaming alla ricerca dei titoli più interessanti da vedere ogni mese tra film, serie tv e documentari, nel tentativo di offrire uno spazio sicuro e accogliente complementare all’offerta cinematografica in sala. Questo mese, nella nostra selezione, il ritorno di Scott Cooper e Christian Bale su Netflix, la nuova serie di Nicolas Winding Refn, la stagione finale di Servant su Appletv e la serie su The Last Of Us su Sky.

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Netflix

 

The Pale Blue Eye – I delitti di West Point

Autore ondivago ma comunque affascinante del cinema americano contemporaneo, Scott Cooper sbarca su Netflix con un lungometraggio che sembra la summa di tutte le sue ossessioni: la frontiera, il male inteso come entità multiforme insita nell’inconscio collettivo americano, il continuo ripensamento degli elementi tradizionali del genere, a partire dal Western.

Nel 1830, il detective veterano Augustus Landor investiga su una serie di brutali delitti a sfondo rituale avvenuti nella rinomata accademia militare di West Point. L’investigatore crede che la tattica migliore per stanare il colpevole sia convincere una giovane recluta a fargli da informatore. L’infiltrato coinvolto da Landor sarà un giovanissimo Edgar Allan Poe. Con Christian Bale, Charlotte Gainsbourg e Robert Duvall. Dal 6 gennaio. Qui la nostra recensione.

Kaleidoscope

Non siamo ai livelli teorici (purtroppo rimasti in potenza), del Bandersnatch di Black Mirror ma Netflix, tre anni dopo, torna a giocare con le potenzialità dell’algoritmo e della visione condivisa con questo heist movie seriale. La premessa è essenziale: da ragazzo Leo ha subìto un torto da un suo socio. Ora che è un maestro dello scasso, ha deciso che è arrivato il momento di vendicarsi. Assembla quindi una squadra per rapinare un ricchissimo caveau apparentemente impossibile da aprire. La progettazione, l’esecuzione e le conseguenze del colpo saranno, però, in mano allo spettatore, che potrà seguire il racconto nel modo in cui più gli si confà, scegliendo da solo l’ordine delle puntate. Dal 1 gennaio. Con Giancarlo Esposito e Paz Vega.

Copenaghen Cowboy

Tre anni dopo Too Old To Die, Nicolas Winding Refn torna nello spazio della serialità con questo Copenaghen Cowboy, che concepisce per Netflix e che sembra tornare sul suo cinema delle origini, quello della trilogia di Pusher, ben radicato nel sottobosco criminale di Copenaghen. Si sa ancora molto poco di questo progetto presentato in una proiezione fiume al Festival di Venezia 2022, se non il nome della sua protagonista, Miu, una rinnegata dotata di poteri soprannaturali che naviga nell’underground della città danese in cerca della sua nemesi per consumare la sua vendetta. Dal 5 gennaio 2023

La vita bugiarda degli adulti

La serialità continua ad essere profondamente affascinata dai lavori di Elena Ferrante. Dopo L’Amica Geniale, è dunque la volta di Netflix di adattare un altro dei suoi romanzi La Vita Bugiarda Degli Adulti, altro racconto di formazione con al centro due donne, Giovanna, una ragazzina che passa dalla giovinezza all’età adulta nella Napoli degli anni ’90 e Vittoria, sua zia, un’eccentrica ribelle ostracizzata dalla famiglia. Dal 4 gennaio.

 

 

Prime Video

Sono Lillo

Presentata all’ultima Festa Del Cinema di Roma, Sono Lillo è una serie comedy che tuttavia, in tralice, nasconde una lucida riflessione sul lato oscuro della viralità. Al centro di tutto c’è lo stesso Lillo Petrolo, che dopo lo straordinario successo ottenuto con la seconda stagione di Lol Italia si ritrova, tuttavia, bloccato nel ruolo dell’assurdo supereroe Posaman, “gimmick” che ha lanciato durante il programma. Incapace di liberarsi di questa sorta di fantasma mediale per dedicarsi a progetti più personali, l’attore ingaggerà una lotta con il suo alias fino a raggiungere un climax grottesco. Dal 5 gennaio.

Hunters – Stagione Finale

Torna su Prime Video, con il secondo ed ultimo “atto” questo progetto seriale passato forse sotto silenzio troppo presto eppure straordinariamente affascinante. Prodotta da Jordan Peele, Hunters è la storia di uno scalcinato gruppo di assassini, esperti in svariati campi del controspionaggio che, reclutati dal filantropo e sopravvissuto all’olocausto Meyer Offerman (uno straordinario Al Pacino), si lancia in una caccia all’uomo per stanare ed uccidere i gerarchi nazisti scappati dalla Germania in America dopo la fine del Reich. Pedina fondamentale del meccanismo è Jonah Heidelbaum, nipote segreto di Offerman che nella prima stagione viene addestrato dal nonno e che, ora, nella seconda, eredita il comando dopo la sua morte. Svelando definitivamente la fascinazione per la naziexploitation più grottesca e per le “profezie” che leggono il passato alla luce del presente, ecco allora che nella seconda tornata di episodi la squadra dovrà dare la caccia nientemeno che allo stesso Adolf Hitler, nascosto in Argentina. Dal 13 gennaio.

The Rig

Rigorosa serie “d’assedio” dal piglio soprannaturale diretta dallo specialista John Strickland ed interpretata, tra gli altri, dall’Ian Glein di Game Of Thrones. La matrice è evidentemente Carpenteriana nella sua essenzialità. I lavoratori di una piattaforma petrolifera al largo delle coste inglesi inizieranno una lotta per la sopravvivenza senza tregua quando la postazione verrà immersa in una fitta e misteriosa nebbia. Dal 6 gennaio.

Ipersonnia

Alberto Mascia esordisce nel lungometraggio con questo progetto sci fi appassionato sebbene, forse, troppo penalizzato da un budget da indie movie. La struttura è quella della distopia dal marcato sottotesto politico. In un futuro prossimo, per ovviare al sovraffollamento delle carceri, l’Italia ha adottato, come pena alternativa, la criogenia in animazione sospesa, a cui sono sottoposti alcuni detenuti. A intervalli regolari vengono risvegliati per un colloquio con uno psicologo, che ha il compito di farli riflettere sui loro crimini. Già visto all’ultima edizione del Festival di Torino, dal 28 gennaio. Qui la nostra recensione.

 

Disney+

Ecco a voi i Chippendales

Forse è la prima serie che esplicitamente insegue lo sguardo sul True Crime di Ryan Murphy nel tentativo di metterlo a sistema, tradendo, al contempo, l’importanza del suo cinema come linguaggio per capire le complessità e le ambiguità del presente. Robert Siegel, già sceneggiatore per Aronofsky, riflette sulla storia della Chippendales, la prima e più famosa agenzia di stripper della West Coast che raggiunse straordinaria popolarità tra gli anni ’80 e ’90 ma soprattutto si concentra sulla parabola tragica e grottesca del suo fondatore Steve Bunerjee (interpretato dal Kumali Naninjani di Eternals), imprenditore ricchissimo ed influente divenuto complice di un omicidio. Dall’11 gennaio.

 

Extraordinary

Il sistema è quello, tutto inglese, da cui provengono i suoi produttori, già menti dietro allo straordinario Killing Eve made (anche) in BBC ma il linguaggio, le tensioni, l’immaginario sembrano incrociare tanto un’atmosfera da cinecomic riletta in chiave paradossale quanto, soprattutto, la mitologia di My Hero Academia, manga centrale dell’intrattenimento contemporaneo che è a sua volta ripensamento tutto orientale di quegli spazi. La premessa è in effetti simile a quella del lavoro di Horikoshi. In un mondo in cui tutti gli essere umani al compimento dei diciotto anni iniziano a manifestare capacità straordinarie l’anomalia è Jen, giovane ambiziosa e risoluta ma priva di veri superpoteri, costretta  a fare i conti con una società in cui non sembra esserci posto per lei. Dal 25 gennaio.

 

Strange World – Un mondo misterioso

Fortunosamente finito in streaming per le feste, Strange World, ultimo film Pixar flop al botteghino autunnale e tuttavia prodotto a suo modo affascinante non tanto per la sua dimensione visuale (nutrita da un’estetica dai colori sgargianti e da una attualizzazione dell’immaginario di Verne e Burroughs) quanto per il modo in cui decide di declinare i suoi temi, dall’ambientalismo al nuovo modo di intendere la sessualità, passando per l’assenza di un vero cattivo. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

If These Walls Could Sing

Ad un anno da Get Back, Disney+ ospita ancora una storia a suo modo Beatlesiana grazie a questo doc dedicato alla storia degli Abbey Road Studios, culla non soltanto di alcuni dei capolavori del quartetto di Liverpool ma anche di moltissimi dei dischi caposaldo del rock inglese tra gli anni ’60 ed i ’90. If these walls could sing è un racconto emozionale che, tra interviste ed immagini di repertorio prova a restituire la carica emotiva di un luogo così ricco di storia. Dirige Mary McCartney, figlia di Paul. Dal 6 gennaio.

 

Appletv

Servant – Stagione Finale

Arriva su Appletv la stagione finale del thriller seriale curato, tra gli altri, anche da M Night Shyamalan. Il mistero che circonda la tata Leanne viene finalmente alla luce proprio quando la donna porta al pieno potenziale i suoi poteri. La sua lotta contro la Chiesa dei Santi Minori raggiunge il suo apice mentre i coniugi Turner si interrogano ancora sul destino del loro Jericho. Dal 13 gennaio.

 

Truth Be Told – Stagione 3

Torna con la terza stagione anche la serie dal piglio True Crime prodotta ed interpretata da Octavia Spencer. La podcaster Poppy Parnell dopo aver indagato sul presunto killer Warren Cave viene coinvolta in una nuova indagine. Al centro dell’inchiesta stavolta c’è Eva, preside della locale High School che pare essere stata coinvolta in un caso che potrebbe comprometterla per sempre. Dal 20 gennaio.

Shrinking

Brett Goldstein e Bill Lawrence (creatori di Ted Lasso) si uniscono a Jason Siegel (qui autore ma anche interprete) per un progetto seriale dal tradizionale sapore dolceamaro che unisce i tre sceneggiatori. Il Dr. Phil Rhodes è uno psicologo che, dopo aver subito un grave lutto decide di non porre più barriere tra lui ed i suoi pazienti raccontando loro direttamente ciò che pensa davvero della loro condizione. Questa vertiginosa terapia d’urto rivoluzionerà i ruoli tra le parti e ripenserà le esistenze tanto del terapista quanto di tutti coloro che cercano il suo aiuto. Con Harrison Ford. Dal 27 gennaio.

 

 

Paramount+

Ti mangio il cuore

In esclusiva su Paramount+ arriva il film di Pippo Mezzapesa trattto dal romanzo d’inchiesta di Carlo Bonini e Giuliano Foschini presentato all’ultima Mostra Del Cinema di Venezia. La storia della faida scoppiata tra due famiglie mafiose nel momento in cui i loro due rampolli si innamorano è riletta da una prospettiva quasi apocalittica, in cui i segni del Mafia Movie e i detriti del suo immaginario esplodono in una catastrofica cacofonia in bianco e nero. Dal 6 gennaio. Qui la nostra recensione.

That Dirty Black Bag

Un progetto affascinante soprattutto per lo sguardo internazionale che la anima. Prodotto da capitali americani e distribuito, finora, solo su AMC, That Dirty Black Bag vanta però una squadra creativa tutta italiana, a partire dai suoi autori, gli stessi di un altro interessante prodotto della serialità contemporanea: Il cacciatore. L’obiettivo è quello di ripensare al presente il linguaggio e l’immaginario dei tradizionali Spaghetti Western. Lo sceriffo Arthur McCoy è costantemente impegnato a mantenere l’ordine in una cittadina ormai dominata dal malaffare e lasciata indietro nella corsa all’oro. La sua strada si incrocerà con quella di Red Bill, sanguinario cacciatore di taglie che è solito viaggiare con una borsa nera in cui ripone le teste dei ricercati uccisi. Con Dominic Cooper e Douglas Booth. Dal 25 gennaio.

 

George e Tammy

Michael Shannon e Jessica Chastain sono gli interpreti di questo biopic diretto da John Hillcoat che ricostruisce la burrascosa relazione tra le star del country Tammy Vinette e George Jones forse inseguendo lo spirito dello straordinario Walk The Line di Mangold. Dal 19 gennaio.

 

Raiplay

 

Mortal

Quello Norvegese si rivela ancora una volta un cinema da tenere in estrema considerazione, soprattutto nella sua dimensione pop, perché evidentemente abilissimo a ripensare da una prospettiva contemporanea e massimalista gli elementi del proprio folklore. Lo racconta già benissimo il piccolo cult Troll Hunter, lo conferma il recentissimo Troll ma lo rafforza anche questo Mortal, piccolo caso del 2020 che di fatto è un racconto di formazione in salsa cinecomic che pesca a piene mani dal Pantheon norvegese. Eric è un americano di origini norvegesi dotato di straordinari ed incontrollabili poteri. Torna in Norvegia per saperne di più sulla sua identità ma durante la permanenza uccide per sbaglio un ragazzo. L’omicidio scatenerà una caccia all’uomo senza tregua. Già disponibile.

I Morti Rimangono Con La Bocca Aperta

È una storia di partigiani essenziale e pregna di atmosfere metafisiche, quella raccontata da Fabrizio Ferraro, che qui usa la lunga, disperata marcia nella neve dei quattro combattenti per ragionare ancora sul tema degli indesiderati della storia, stavolta attraverso un linguaggio che si innesta nello spazio tra lo scarto e la realtà. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

Vampires

Clamoroso film solo all’apparenza “minore” di John Carpenter che negli anni ’90, prima dell’exploit dei vari Underworld, Blade ed Hellboy al cinema, si inventa da zero questa storia di cacciatori di vampiri decisi a liberare una volta per tutte il mondo dalla loro minaccia. La lotta tra l’umano Jack Crow, la sua squadra ed il vampiro Valek sarà sanguinosa. A osservare da lontano il lavoro di Carpenter i suoi soliti, affascinanti numi tutelari, il Western, Hawks, il film d’assedio e una forte critica anticlericale. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

Romanzo Radicale

Mimmo Calopresti dirige questo docufilm sulla figura di Marco Pannella che prova a far andare di pari passo la biografia dell’uomo con l’avventura politica, le lotte, le contraddizioni, la complessità degli anni della sua militanza. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

 

 

Sky

The Last Of Us

Progetto rischiosissimo questo di HBO, che sceglie di adattare un videogioco già profondamente “cinetico”, legatissimo all’immagine cinematografica come The Last Of Us, clamoroso survival firmato Naughty Dog. La direzione del progetto è comunque di pregio, affidata al Craig Mazin già dietro al bellissimo Chernobyl e l’obiettivo sembra essere quello di non affidarsi pedissequamente alla fonte, quanto, piuttosto, di esplorare lo spazio narrativo che circonda l’avventura di Joel ed Ellie. Dal 16 gennaio su Sky Atlantic.

Call My Agent – Italia

Inevitabile ripensamento italiano di una serie di produzione francese che, come il Boris di Ciarrapico, Torre e Vendruscolo, prova a gettare uno sguardo satirico e amaro sul mondo dello spettacolo contemporaneo. Qui, però, l’elemento meta è addirittura più pronunciato. Al centro del racconto ci sono infatti i membri di un’agenzia per attori, che ogni giorno devono assecondare e consigliare i loro assistiti oltreché sottostare alle loro nevrosi. Gli attori legati all’agenzia, però, sono interpretati da veri pesi massimi del nostro cinema, da Paolo Sorrentino a Matilda De Angelis, passando per Pierfrancesco Favino, impegnati in un cortocircuito autoironico sul loro modo di intendere (e subire) il divismo. Dal 20 gennaio su Sky Atlantic.

Litvinenko – Indagine sulla morte di un dissidente

Progetto seriale rigoroso che si propone di ricostruire la misteriosa vicenda della morte di Alexander Litvinienko, morto a Londra nel 2006 dopo un avvelenamento da Polonio 210. Litvinienko, ex spia del KGB durante i giorni di agonia accusò Vladimir Putin, di cui era divenuto dissidente, di averlo avvelenato. Ma la serie è soprattutto un lavoro di attorialità, con la tragedia di Litvinienko tutta inscritta nel corpo e nel volto dello straordinario David Tennant. Dal 24 gennaio su Sky Atlantic.

La Figlia Oscura

L’esordio alla regia di Maggie Gyllenhall è l’adattamento de La Figlia Oscura di Elena Ferrante, con Olivia Colman e Dakota Johnson. Leda, in vacanza in Grecia, rivive il proprio passato di studentessa e di madre dopo l’incontro con una donna misteriosa. Forse un esordio acerbo, ma senz’altro un interessante saggio sulle metamorfosi del ruolo della donna oggi. Dal 5 gennaio su Sky Cinema, Qui la nostra recensione.

 

Chili

Black Adam

Arriva in streaming lo sfortunato cinecomic Dc retto da un The Rock antieroe sui generis pronto a entrare in guerra contro i vigilanti della Justice Society Of America. Un film forse troppo fuori tempo massimo ma istruttivo per il suo modo di ragionare sul superoismo in ottica post coloniale e per il modo in cui racconta, ovvio, le mutazioni dell’immagine del suo protagonista. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

Halloween Ends

Il tassello finale della trilogia che David Gordon Green ha dedicato al serial killer creato da John Carpenter è un progetto sghembo ma affascinante. Quasi un radicale slasher da Sundance con cui il regista esplora il potenziale pop dell’indie. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

Beast

Interessante Action Survival con Idris Elba diretto dallo specialista Baltasar Kormakur. La disperata fuga da un leone affamato ed inferocito da parte di un padre e delle sue due figlie persi nella savana è in realtà il tentativo di lavorare sfruttando un’intuizione esplosiva: quella della gamificazione del survival a partire dal suo elemento digitale. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

Moonage Daydream

Brett Morgen, documentarista musicofilo dal piglio sperimentale, dopo il Kurt Cobain “animato” di Montage Of Heck si lancia sulla figura Totale di David Bowie attraverso questo documentario che, nel ricostruire le linee di una personalità così complessa punta soprattutto ad offrire allo spettatore uno spettacolo immersivo nel suono e nelle performance del cantante inglese. Già disponibile. Qui la nostra recensione.

 

Mubi

Aftersun

Paul Mescal (Normal People) è il protagonista di uno dei più interessanti progetti dell’annata appena passata, un racconto di formazione a due voci che però è sopratutto centrata riflessione sulla verità dietro all’immagine cinematografica. Dal 6 gennaio. Qui la nostra recensione.

 

Great Freedom

Candidato Austriaco come miglior film straniero agli Oscar 2022, Great Freedom ricostruisce la storia di libertà ed emancipazione di Hans Hoffman, che, nella Germania dell’Ovest, si ritrovò più volte a fare i conti con la giustizia a causa dell’insensato Paragrafo 1765, che considerava le relazioni omosessuali un crimine. Dal 28 gennaio. Qui la nostra recensione.

 

Stereo

È uno dei progetti d’esordio di David Cronenberg, girato in modo quasi piratesco, nei corridoi dell’università di Toronto e con il suono da aggiungere su colonna separata a causa della rumorosa Bolex usata come unica cinepresa, eppure il suo cinema è già tutto qui, in quest’esperimento grottesco che unisce una serie di giovani dotati di poteri psichici impegnati a scoprire la loro sessualità attraverso di essi. Dal 1 gennaio.

 

I Racconti Dell’Orso

Esordio di Samuele Sestieri e Olmo Amato, I Racconti Dell’Orso è un film che guarda a Jonze alla Vita di Pi di Ang Lee ponendo al centro la vicenda surreale di un orsetto da parte di due personaggi in una terra desolata. Ma questa ricerca è solo un pretesto per riflettere sul potenziale giocoso dell’azione, che coinvolge tanto i personaggi quanto lo spettatore. Dal 14 gennaio. Qui la nostra recensione.

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