Le migliori serie HBO di sempre

Comedy o drammatiche, fantasy o action, le serie HBO ci conquistano da decenni per la loro capacità di osare, mescolare i generi, mostrare nuovi lati delle star che vi si affidano e… sono scritte sempre benissimo. Motivo per cui, anche prima delle attuali piattaforme di streaming, prima del rilascio di una nuova stagione, era già fatte oggetto di canali temporanei o fasce tematiche ad hoc in cui recuperarne tutti gli episodi precedenti in maratone non-stop da tre-cinque giorni. Ultime, quelle dedicate a Game of Thrones e prossimamente quelle che ci riuniranno ad House of the dragon quando sarà pronta la seconda stagione, così come un recap di Succession prima della quarta tornata di nuove puntate. Nell’elenco che segue, passiamo in rassegna i 30 titoli più rappresentativi dell’immensa produzione, ordinandoli per i punteggi ricevuti dalla critica (su RottenTomatoes) e soffermandoci sugli elementi che li hanno resi speciali e persistenti nella cultura pop, lanciando o resuscitando carriere.

1 Hacks (100% RT) – 1 stagione dal 2021

La serie HBO che a oggi ottiene l’unico voto unanime della critica, è ancora in attesa di distribuzione in Italia. Incentrata su due donne in cerca di ravvivare la propria carriera dopo uno scossone, segue il nascere di un’alleanza tra una stella della stand-up comedy di Las Vegas vittima di ageism e una ventenne dalla scrittura piena di mordente, finita nella bufera e colpita da cancel culture per un tweet sbagliato.

2 I may destroy you (98% RT) – 1 stagione dal 2020

Scritta e interpretata da Michaela Coel, è la dimostrazione di quanto in profondo nella scrittura di una tragedia possa arrivare un grande talento comico. L’autrice, infatti, è esplosa con la serie comedy surreale e dolceamara Chewing Gum, una sorta di Non ho mai, ma scritto da paura 8anche nei tempi comici). Qui, invece, la Coel si misura con il tema della violenza sulle donne.  I may destroy you è racconto di uno stupro e del baratro che apre in un corpo, in un’anima, della via per riappropriarsi di sé e di una vita costretta a cambiare, per via di un punto di non ritorno. Anche se terribilmente doloroso, dovrebbero vederlo tutti.

3 Band of brothers – Fratelli al fronte (97% RT) – 1 stagione dal 2001

Prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks, questa serie in 10 episodi porta gli spettatori a confrontarsi con la seconda guerra mondiale, raccontata dal punto di vista di un battaglione di paracadutisti, che la storia segue dall’addestramento alla missione in Europa, fino alla fine del conflitto. Nel cast corale, privo di stelle del cinema, si distinguono Damian Lewis di Billions e Homeland e David Schwimmer di Friends.

4 L’amica geniale (97% RT) – 3 stagioni dal 2018

Sì, tra i grandi titoli HBO c’è anche una serie italiana (precisamente prodotta da Wildside, Fandango e The Apartment con Umedia e Mowe per Rai Fiction, HBO e TIMvision). Si tratta della trasposizione sul piccolo schermo dei best seller di Elena Ferrante con protagoniste Lenù e Lila, osservate nei loro legami per oltre 30 anni, prima vicinissime, poi separate da traumi e diversi percorsi di crescita, ma unite dagli stessi spettri e forse rimpianti. 

5 Watchmen (96% RT) – 1 stagione nel 2019

Ispirata all’omonimo fumetto scritto dal genio dei comics Alan Moore a metà degli Anni Ottanta, questa miniserie si sviluppa come suo sequel ideale firmata dall’autore di Lost e The Leftovers Damon Lindelof.  In un 2019 molto diverso (ma neppure tanto) dal nostro, il supereroe che aveva minacciato di distruggere il mondo è in esilio su Marte (e nemmeno se lo ricorda più), mentre sulla Terra un gruppo di estrema destra che vi si ispira, minaccia il presente di una nuova ondata di razzismo e violenza. La cosa, costringe la polizia a operare in incognito, con volti coperti da maschere come facevano i defunti super vigilantes. 

6 Chernobyl (95% RT) – 1 stagione nel 2019

Il racconto della catastrofe nucleare più grande che abbia colpito l’umanità si trasforma in un vero e proprio horror e insieme in una sorta di procedural che ripercorre gli eventi fin dal loro accadere, per poi mostrare da un lato l’eroismo della gente comune (pompieri, idraulici e volontari) che si è esposta alle radiazioni – anche inconsapevole di una morte certa e atroce – pur di salvare il salvabile, dall’altro l’omertà inaccettabile dei politici e dell’esercito e l’ostinazione con cui i tecnici si sono adoperati perché il disastro fosse ammesso e perché venissero messe in atto soluzioni di contenimento e messa in sicurezza adeguate.

7 The Wire (94% RT) 5 stagioni dal 2002

Ambientata a Baltimora e scritta da David Simon (The Deuce), è 9a nella classifica delle serie meglio scritte di sempre stilata dal sindacato degli sceneggiatori americani. Il perché si capisce rivedendola: The Wire, titolo che fa riferimento ai sistemi di intercettazione, è una rara serie di interesse socio-politico, che racconta la crisi di un tempo, attraverso il vissuto della comunità della città di Baltimora, famosa a inizio millennio per l’alto tasso di omicidi spesso legato al traffico di stupefacenti in una realtà con alti livelli di corruzione. Ogni stagione, segue un preciso scenario cittadino (lo spaccio, i loschi maneggi del porto, la politica locale, i media, etc). La serie si distingue anche per la colonna sonora, molto hip hop, che la rende anche uno dei titoli più attenti alla street culture della tv degli ultimi decenni.

8 Deadwood (94% RT) – 3 stagioni dal 2004

Se il genere western aveva dominato la scena televisiva del secondo dopoguerra fino agli Anni Ottanta, non era stato altrettanto alla fine del Novecento. Deadwood lo riportò in auge, con un grande Ian McShane, raccontandocelo in modo più crudo e contemporaneo e insieme barocco, mescolando tra elementi di fiction e fatti storici e scavando nelle radici della cultura americana (in questo caso risalendo alla febbre dell’oro nel Dakota).

9 Succession (94% RT) – 3 stagioni dal 2018

Quando la nuova serie dei record (Game of Thrones) stava per esaurire il suo percorso, HBO ha sfoderato un nuovo show “dinastico”, un nuovo gioco del potere immerso nella realtà invece che nel fantasy, ma non per questo meno crudele e dark, Succession, dove i figli di un magnate della tv e della finanza lottano gli uni contro gli altri per sostituirlo nel momento in cui improvvisamente mostra segni di cedimento, che potrebbero portare alla sua scomparsa. Prodotta (anche) dal comico Will Ferrell, raggiunge quote di spassoso sarcasmo senza precedenti. Con un personaggio più misero e cringe dell’altro, eppure tutti affascinanti nella loro dannazione. La sua quarta stagione è forse l’evento televisivo più atteso del 2023.

10 Veep – Vicepresidente incompetente (93% RT) – 7 stagioni dal 2012

Una delle serie HBO che hanno raccolto più Emmy è comedy ed è l’adattamento americano di un successo nato in Uk per lo stesso autore, Armando Iannucci. Lo show, costruito come una sorta di docureality all’interno della Casa Bianca, si prende gioco dei tanti micro-meccanismi imbarazzanti e malati che si celano nelle normali routine della grande macchina della politica. Pungente quanto esilarante.

11 I Soprano (92% RT) – 6 stagioni dal 1999

Quella che per il sindacato degli sceneggiatori è la serie meglio scritta di tutti i tempi, è meno premiata di altri titoli HBO sul database più gettonato della critica televisiva e cinematografica. Indubbiamente, I Soprano è uno dei titoli più radicati nel cuore del pubblico degli ultimi 25 anni, rappresentando il corrispettivo sul piccolo schermo di un grande affresco della malavita come Il padrino, Quei Bravi ragazzi o C’era una volta in America al cinema. Non a caso, ne condivide in parte il cast (una trentina di attori, già coinvolti in quei tre film cult).

12 The Newsroom (91% RT pubblico) – 3 stagioni dal 2012

HBO, negli anni, firma anche una delle poche serie sui media e la più bella sul giornalismo contemporaneo. A firmarla è il premio Oscar (per The Social Network) Aaron Sorkin, autore diventato di culto 6 anni prima con la migliore serie di sempre sulla politica (The West Wing, show della concorrente NBC, ambientato all’interno della Casa Bianca tra ghost writer, lobbisti, uffici delle pubbliche relazioni, senatori e deputati, il presidente e tutto il resto del mondo nel bel mezzo del lancio del programma di rielezione). Non è una scuola di giornalismo, ma quasi. Ed è un gioiello da vedere in lingua originale, per perfezionare il proprio inglese.

13 The leftovers – Svaniti nel nulla (91% RT) – 3 stagioni dal 2014

La penna di Damon Lindelof (di Lost e Watchmen) si impegna in un’altra serie misteriosa in cui improvvisamente la Terra ha perso il 2% della popolazione (oltre 140milioni di persone) semplicemente svanita nel nulla nel medesimo momento. L’umanità che incontriamo è quella a tre anni dall’evento traumatico, ancora intenta a elaborare una perdita di cui non riesce a farsi letteralmente ragione tra cinismo e nuove ondate mistiche, spesso dalle derive inquietanti.

14 Game of thrones – Il trono di Spade  (89% RT) – 8 stagioni dal 2011

Il primo grande prodotto HBO del nuovo millennio, lo show che ha annullato qualsiasi record precedente. Il primo che ha svegliato l’Italia in piena notte per guardare le nuove puntate in contemporanea con tutto il mondo. E la rivoluzione del fantasy. Tornando ai grandi corrispettivi tra cinema e tv: la trasposizione dell’epica di George RR Martin sul piccolo schermo causa lo stesso pandemonio che mosse l’arrivo de Il Signore degli Anelli nelle sale. Per certi versi riuscendo anche più trasformativo, perché il fantasy in tv, prima di GoT, era cartapesta e costumi di pessima qualità, roba da spettacolo pomeridiano per ragazzi. Il trono di Spade ha reso tutto più feroce e adulto, in un gioco di potere e soprannaturale senza precedenti che ha fatto sbocciare un’intera nuova generazione di interpreti che ancora fanno tendenza a ogni loro uovo progetto. Non solo, ha ravvivato l’industria dello spettacolo d’Irlanda e di altri Paesi toccati dalla produzione, creano un indotto molto positivo in zone in sviluppo o in crisi. Peccato solo per come sia finito lo show stagione dopo stagione.

15 The White Lotus (89% RT) – 2 stagioni dal 2021

Attualmente al test della seconda stagione, questa serie HBO che usa lo sfondo del giallo (ricostruito per flashback o in climax crescente) per supportare una brillante satira sociale, può trasformarsi in uno dei prodotti più longevi e cangianti dell’emittente. Questo perché a darle il titolo è una catena di alberghi di lusso, che potenzialmente ci può portare a incontrare un luogo e una cultura diversa a ogni nuova stagione. La sua scintilla, sempre nello scontro tra la noia dei super ricchi e l’impatto culturale che un certo turismo ha sulla scena locale, con tutti i cortocircuiti che può creare. 

16 Euphoria (88% RT) – 2 stagioni (e due speciali) dal 2019

Nata come trasposizione di un successo israeliano, è uno degli show drammatici più diretti e onesti nel parlare del lato oscuro dell’essere adolescenti o giovani adulti oggi. Non esiste dinamica o punto dolente generazionale (ma non solo) che Euphoria non tocchi attraverso i suoi personaggi e per questo arriva al cuore di un pubblico vastissimo. Come e più di Skam o Skins o Girls, lo show riesce a toccare argomenti persistenti come tabù. In particolare quelli legati alle dipendenze o ai rapporti e comportamenti tossici, violenti. I suoi protagonisti, sono il volto di una nuova generazione di stelle. A partire da Zendaya.

17 Lovecraft country (86% RT) –  1 stagione dal 2020

Scritta dal maestro dell’horror contemporaneo Jordan Peele e prodotta anche da JJ Abrams, la serie ci porta nell’America razzista degli Anni Cinquanta, con un racconto on the road sulle tracce di un padre perduto e di un taccuino che apre su misteri così arcani da trasportare nel mondo del primo grande autore orrifico US, H.P. Lovecraft.

18 House of the dragon (86% RT) –  1 stagione dal 2022

Era difficile recuperare sulla debacle dell’ottava stagione di Game of Thrones, ma il prequel spin-off incentrato sulla casa Targaryen ha fatto faville fin dalle sue prime immagini. Bellissimo, oscuro e crudele come Il trono di Spade. Forse ha regalato un po’ troppi choc (ogni episodio alzava l’asticella della scena da affrontare mettendosi le mani sugli occhi dall’orrore, spesso anche puramente morale), eppure per certi versi si è riscattato nella tendenza di quell’universo a segnare cattivi destini per le donne. Quel mondo spietato sembra sempre più simile al nostro. E la guerra civile su cui apre alla fine dell’ultimo episodio, promette una seconda stagione da far impallidire lo show televisivo con una scena di battaglia più titanico della storia della tv, La battaglia dei bastardi del Trono di Spade 7.

19 Six Feet Under – (81% RT) 5 stagioni dal 2001

Dramma familiare con risvolti da commedia dark, questa serie apre il nuovo millennio con audacia, portandoci dove in pochi si erano mai avventurati, un’agenzia di pompe funebri a conduzione familiare, orfana del pater familias e con i figli ed eredi molto disallineati tra loro, con il business o a livello emotivo, tra dipendenze e segreti difficili da tenere nascosti. 

20 Westworld (80% RT) – 4 stagioni dal 2016

In origine era un film del 1973 con Yul Brynner diretto da Michael Crichton. Poi, quasi 50 anni dopo, è diventato una serie scritta da Jonathan Nolan e Lisa Joy con J.J  Abrams tra i produttori e un cast di stelle in grande rispolvero. Per un racconto distopico che indaga, come Black Mirror, i dilemmi morali offerti da un futuro iper-tecnologico. In questo caso, come potrebbe diventare l’uomo in una società in cui i robot e l’intelligenza artificiale possono permettere la creazione di realtà simulate, recinti in cui poter sfogare i peggiori istinti dell’umanità all’infinito. Un incubo solo a leggere queste parole (ed è solo la punta dell’iceberg).

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