Dalla Lombardia a Vocogno con la famiglia per la messa in latino

Sta suscitando dispiacere e contrarietà tra i due gruppi di fedeli la decisione del vescovo di interrompere le messe in latino alla cappella dell’ospedale di Domodossola e alla chiesa di Vocogno, in valle Vigezzo. Diversi sono gli appelli a monsignor Brambilla perché riveda la sua decisione. Tra questi anche quello di una mamma lombarda, assidua frequentatrice con la numerosa famiglia della Valle dei Pittori. La signora ha scritto al vescovo una lunga lettera che ha voluto rendere pubblica attraverso il nostro giornale.

Sono una mamma lombarda col settimo figlio in arrivo -spiega la signora ad Ossolanews-. Incontrata la comunità di Vocogno e la S.Messa di sempre durante le vacanze estive, da qualche anno io e la mia famiglia non l’abbiamo più abbandonata: sono ormai un paio d’anni che oltre a passare l’estate in valle non esitiamo a caricare tutti i bimbi in macchina e farci le nostre due orette di viaggio ad andare e altrettante a tornare appena possibile e tutti i fine settimana anche d’inverno (salvo rari imprevisti o impegni scolastici che ci trattengono in città), con tutte le relative spese. Il posto ci piace certo, ma per la sola bellezza della zona (cui siamo affezionatissimi) non l’avremmo mai fatto e non certo con questa costanza, data la fatica che comunque viaggiare con una famiglia numerosa comporta, soprattutto ora col pancione. Per questo nonostante il testo contenga anche dettagli intimi della nostra vita familiare, che se non fosse per difendere ciò che abbiamo di più caro mai mi sognerei di diffondere, mi sono decisa ad inviare alla vostra redazione il contenuto della mail che ho inviato al Vescovo di Novara per chiedere che, con le sue decisioni, non ci tolga quello che per noi costituisce un grandissimo Bene e non  consideri come un pericoloso gruppo di ‘fissati’ religiosi quello che in realtà é un semplice insieme di volti, con nomi e cognomi precisi cui ormai mi sento di appartenere anch’io, persone incontrabili da tutti, anche da sua Eccellenza -se volesse- che desiderano farsi guidare dai loro pastori, perché nella vita abbiamo tutti bisogno di appartenere a qualcosa e di seguire qualcuno più avanti di noi nel cammino, sta a noi scegliere chi:  è un nostro diritto da difendere coi denti”.

Di seguito il testo della lettera inviata al vescovo di Novara.

<<Vostra Eccellenza reverendissima Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara,

Sono Laura, quarantenne milanese, felicemente sposata e mamma di sei bambini con un altro in arrivo. Fra le mille cose da fare mi trovo qui a scriverle questa mail nei ritagli di tempo, in seguito alla pubblicazione del Suo documento: “Comunicato sull’applicazione in diocesi di Novara del Motu Proprio Traditionis Custodes”, in cui ho appreso con stupore e grande rammarico che dal 27 novembre “Nell’Ossola il gruppo dell’ospedale di Domodossola si unirà al gruppo della Chiesa di Vocogno, per celebrare la messa secondo il Missale Romanum (1962) nel Santuario di Re. Nella Chiesa parrocchiale di Vocogno verrà riattivata la Messa domenicale in italiano…” 

La Sua decisione mi reca enorme dispiacere e tutti in famiglia stiamo pregando da tempo perché si ricreda al più presto…

Dopo tanti anni trascorsi a partecipare alla Messa domenicale e feriale, con la sensazione di sentirsi in esilio nella propria parrocchia e anche altrove, perché avevo la sensazione di partecipare ad un grande spettacolo dove il rumore, la confusione e la fretta la facevano da padrone, finalmente recandomi in vacanza con la famiglia in valle Vigezzo, dopo il primo periodo in cui a Messa andavamo a S Maria Maggiore, ad un certo punto siamo capitati nella chiesa di Vocogno e da subito ci siamo sentiti a casa: una chiesa piccola a ben curata, finalmente una liturgia silenziosa che aiuta al raccoglimento, me adulto e i bambini di conseguenza; un ordine e un decoro che conducono direttamente al Sacro e al Soprannaturale; un Sacerdote che lo si vede pregare in chiesa (tristemente raro e per niente scontato), che si inginocchia ancora davanti al tabernacolo, che veste l’abito e predica semplicemente la dottrina cattolica, senza paura di nominare Gesù Cristo e i Santi, che parla ancora dell’Eternità,  della salvezza delle anime, della morte, dell’Inferno e del Paradiso, dei comandamenti, che non si perde in vuoti e inutili fraseggi che lasciano l’amaro in bocca e che si scordano appena usciti dal portone;un sacerdote, anzi due, sempre disponibili per la confessione prima e dopo la messa, in confessionale e senza appuntamento; due sacerdoti che fanno il loro mestiere, perché il resto (organizzazione di eventi, incontri, saga della salamella ecc) lo possono fare anche gli altri ,insomma quello che oggi scarseggia: il prete che fa il prete, una Messa Santa, celebrata con solo quello che serve, semplice, silenziosa senza disturbi inutili, quello che il mio cuore cercava da anni, quello di cui credo la gente di oggi immersa nel baccano del mondo abbia veramente bisogno per ritrovarsi… Il popolo di Dio ha sete di Dio e lì Dio si sente, c’è, non si può dubitare della Sua Presenza perché tutto Lo richiama.

Così purtroppo non posso dire delle celebrazioni cui ho assistito per una vita, cui ancora oggi a volte assisto, dove è  tutto più dispersivo, a partire dal fatto che ci si guarda in faccia col celebrante, coi lettori, dimenticandosi invece di pensare all’Unico che conta, dove è più difficile restare raccolti e far stare composti i bambini perché c’è il brusio di fondo, gente che entra in ritardo, bambini che mangiano o colorano ecc. il tutto col beneplacito del parroco che nn dice nulla, insomma un ambiente come tutti gli altri in cui è  evidente che manca la consapevolezza del luogo in cui si è, del motivo per cui si è li, dove le distrazioni sono molteplici e il sacro non si percepisce, dove si riceve la comunione distratti, senza consapevolezza di chi si ha in mano, dove tanto spesso si vedono particole distribuite da una batteria di ministri per snellire la distribuzione e accorciare il tempo della funzione, particole che troppo spesso ho visto cadere e raccogliere in modo rocambolesco, dove si riceve Gesù come si consuma il panino col salame, tutti segnali che non aiutano certo ad accrescere la Fede, anzi semmai la fanno scappare…

E questo lo dico per esperienza personale, sono cresciuta in una famiglia cattolica, fedele alla messa domenicale, sono figlia del nuovo rito, per me unica forma liturgica conosciuta fino a pochi anni fa e proprio per questo l’incontro del rito antico è  stato per me e per la mia famiglia un giungere al porto sicuro tanto cercato, che sta portando grandi frutti inaspettati alla mia famiglia e ai miei figli, della cui educazione e crescita nella fede dovrò rendere conto al buon Dio che me li ha donati, come mi ricordano le promesse matrimoniali…

Io e mio marito partecipando a quella S. Messa sentiamo di aver ricevuto una grazia enorme, abbiamo cambiato vita, e stiamo raccogliendo grandi frutti, siamo passati dall’affannoso appoggiarci alla sola compagnia umana nell’inutile ricerca di certezze che da sola quella compagnia umana non potrà mai dare, a confidare nella divina Provvidenza, che ci spinge ad essere aperti alla vita certi che non ci sarà difficoltà che il Signore che ci ha Donato i nostri figli non ci aiuterà a superare; abbiamo cominciato seriamente a pregare insieme invece che stordirci di televisione che ora stiamo pensando di eliminare tanto è  sempre spenta, prima qualche ave maria serale ora il salterio completo, la sera preghiamo il rosario, una parte anche coi bambini che partecipano senza costrizioni, anzi ogni tanto abbiamo sorpreso  le figlie più grandi a finirlo insieme in cameretta. A volte troviamo le grandi che leggono le storie dei santi ai più piccoli che ascoltano con vivo interesse. 

Mio figlio di tre anni e mezzo ci tiene a guidare la recita della prima decina del rosario, guai a chi gliela tocca;mia figlia di 5 anni quando la accompagno io all’asilo mi richiama all’ordine se quando passo davanti alla statuina della madonna che c’è  in cortile non faccio il segno di croce e l’inchino come fa il papà;mia figlia di seconda elementare nutre un amore particolare per la Madonna e la disegna in tutte le salse; Mia figlia di 4 elementare, iscritta a catechismo in parrocchia a Milano, quest’estate ha insistito per ricevere la S. Comunione a Vocogno invece che farla con i suoi coetanei il prossimo maggio “perché mamma, qui è speciale” e si è preparata con grande fervore all’evento studiando un semplice essenziale libricino di dottrina cattolica “non edulcorata” come gli odierni libri di catechismo e ha ricevuto in piena coscienza Gesù e per compito ha scritto un testo (che allego)  che ha commosso tutti e per regalo ha chiesto agli zii un crocefisso da mettere sulla scrivania; Mia figlia di prima media, cresimata in parrocchia in ottobre, va a scuola a piedi e spesso passa dalla chiesa prima delle lezioni e l’insegnante di religione, considerate le sue risposte  alle domande che fa in classe, le chiede spesso dove impara queste cose e lei risponde candidamente: “da un prete dove andiamo a messa in montagna”. 

Sempre le figlie più grandi hanno passato l’estate a chiederci di poter andare a messa tutti i giorni, soprattutto nei giorni in cui é al mattino alle 7, non pesa la sveglia alle 6e30. 

Tutto ciò non è merito nostro ma  della grazia che scaturisce dalla frequentazione di questa S. Messa e dei suoi ministri don Alberto e  don Stefano, che quest’estate ci hanno fatto anche tanta compagnia portandoci in visita al Sacro Monte di Orta, al Passo Sempione, a Sion ecc, accostando sempre alla visita dei luoghi un costante richiamo al soprannaturale:

sua Eccellenza: in quarant’anni pur avendo partecipato a gite vacanze dell’oratorio prima da bambina poi da responsabile ecc credo di non aver mai visto due sacerdoti in talare, seduti a duemila metri davanti a un lago con dietro le mucche, col breviario in mano a pregare in pieno pomeriggio…

Vostra Eccellenza: di cosa hanno bisogno i bambini, i ragazzi di oggi, gli adulti, IO se non di vedere uomini consacrati a Dio che amano Dio, stanno con Dio e lo servono?!! 

Queste immagini servono più di mille splendide iniziative accattivanti perché restano impresse nei cuori! 

Noi genitori abbiamo bisogno di poter rispondere ai nostri bambini che chiedono “cosa stanno facendo? Perché non fanno merenda con noi?”:

“Stanno pregando, tranquillo poi mangeranno anche loro il cioccolato”…

Eccellenza,

Mi fermo qui con gli aneddoti… le chiedo invece: 

1) Riconosce anche Lei il Bene in quanto Le ho confidato? Credo di sì…e allora se la bontà di un’opera si giudica dai frutti come può ritenere un bene destabilizzare la realtà di Vocogno, spostandone il Sacerdote? E quella di domodossola, una comunità legata all’ospedale evidentemente impossibilitata a spostarsi data l'”utenza”?

2) Perché introdurre una Messa nel rito nuovo in questa piccola parrocchia di un paese per lo più disabitato dove alle uniche sparute anime cristiane che si recano alla Messa sta bene partecipare alla S. Messa in rito antico?

3) Come spiego ai miei figli che la Santa Madre Chiesa, in questo caso nella persona di Sua Eccellenza, che dovrebbe avere a cuore in primis la salvezza delle anime, esprime avversione alla S. Messa di sempre (quella cui hanno partecipato tutti i santi) e ai suoi ministri, “al don Alberto e al don Stefano” come dicono i miei bambini, che hanno fatto tanto bene alla nostra famiglia e a tante anime?!! Cosa rispondo quando mi chiedono: “Perché il vescovo non li vuole più lì? Perché li manda via?”

4) Nel Documento di lavoro per la Tappa Continentale del Sinodo”  presentato lo scorso 27 ottobre, che è  girato nella mia parrocchia, mi ha colpito la definizione che la CEI dà della chiesa: «La Chiesa-casa non ha porte che si chiudono, ma un perimetro che si allarga di continuo».

In questa Chiesa dove si parla di inclusività totale perché ci deve essere l’accoglienza verso le più svariate situazioni umane (divorziati risposati, genitori single, conviventi ecc ecc) e invece una chiusura totale alla “tradizione”, quella fatta di persone, anime come quelle della nostra famiglia, che vogliono semplicemente imparare ad amare Cristo e la dottrina di sempre? Perché non ci può essere un posto per “noi”?

Eccellenza, 

Spero Lei abbia avuto la pazienza di leggere e avrà la bontà di rispondere alle mie povere parole scritte davvero col cuore.

La prego, non ci tratti ideologicamente come un “gruppo attaccato alla tradizione”, perché siamo semplicemente persone, cristiani adulti che hanno scelto liberamente l’ovile dove tornare,non ci tolga don Alberto e don Stefano e soprattutto la S. Messa quotidiana oltre che festiva in latino,proprio adesso che li abbiamo trovati e che ci siamo affezionati! Non interrompa ciò che Dio ha cominciato! Senza pastori dove andremo? 

Per favore, lasci che queste due parrocchie continuino ad essere un porto sicuro per quei fedeli che LI’ hanno trovato Pace, quella che si può trovare solo dove c’è Cristo.

In comunione,

Laura >>

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